Dal Modern Workplace al Cloud, tutto sulla Digital Transformation

Prevenire gli imprevisti con la disaster recovery in cloud

Scritto da Proge-Software | 28 febbraio 2019

Scegliere soluzioni cloud significa proteggere i propri dati e documenti a un livello superiore. E non solo da hacker, ma anche da errori accidentali, catastrofi naturali o altri eventi imprevisti che possono mandare in fumo informazioni e documenti di fondamentale importanza per il nostro business.     

Ecco perché quando si sceglie una soluzione cloud, verificare le sue funzionalità di disaster recovery (DR) è una necessità imprescindibile per tutte le aziende.

Cosa succederebbe se i dati della vostra azienda finissero in mani sbagliate, venissero cancellati accidentalmente oppure compromessi da eventi imprevedibili come terremoti, eventi atmosferici o interruzioni prolungate di energia elettrica?

Certo, si tratta di uno scenario che nessuno vuole nemmeno lontanamente sognare. Eppure non è fantascienza, anzi. Per questo bisogna avere un piano. E nessun piano d’azione può prescindere da sistemi di DR.

Pensate che, secondo alcune stime, il 90% delle aziende che subiscono la perdita dei dati aziendali a seguito di un disastro imprevisto sono obbligate a chiudere nel giro di due anni dall’evento.

Secondo il rapporto Clusit 2017 (riferito all’anno precedente), nel mondo sono stati 1050 gli attacchi informatici con conseguenze classificabili come gravi. In particolare, cyber crime e cyber warfare hanno fatto registrare il numero di attacchi più elevato degli ultimi 6 anni, con un rispettivo aumento del 9,8% e del 117%.

Ecco perché le tradizionali forme di disaster recovery on premise non sono più sufficienti per proteggere il “patrimonio” di dati e informazioni aziendali e per assicurare la continuità operativa.

Crescono le minacce, ma aumenta anche il volume e il valore dei dati che ogni impresa deve gestire e conservare. Grazie al cloud è possibile prevenire gli imprevisti e raggiungere un livello di protezione e sicurezza superiore. Vediamo come e perché…

 

Disaster recovery in cloud vs backup su nastro

Nell’ipotetica sfida tra Disaster recovery in cloud e backup su nastro sono almeno 3 i fattori che rendono il backup tradizionale ormai obsoleto:

  • Frequenza dei backup: un backup giornaliero non è più sufficiente ad assicurare il salvataggio di informazioni preziose e la pronta ripartenza in caso di evento disastroso.
  • Verifica del backup: il sistema su nastro non può offrire la possibilità di verificare se, in caso di evento, il sistema IT aziendale possa ripartire velocemente.
  • Simulazioni: le tradizionali soluzioni di backup non consentono di eseguire regolarmente test di recovery per verificarne il corretto funzionamento in caso di disastro.

 

Più sicurezza e tempi di ripristino più rapidi con il cloud

Il cloud consente un approccio molto diverso rispetto a sistemi di disaster recovery tradizionali. Il primo e più evidente vantaggio del cloud è la rapidità dei tempi di ripristino. Ma, non è l’unico. L'intero server virtuale può essere copiato e convertito in un host virtuale in pochi minuti.

Dal momento che il server virtuale è indipendente dall’hardware aziendale, il sistema operativo così come le applicazioni e tutti i dati aziendali possono essere trasferiti in modo completamente sicuro da un centro dati a un altro senza dover ricaricare ogni componente del server.

Questo riduce drasticamente i tempi di recupero rispetto ai backup convenzionali.

 

Disaster recovery in cloud: il vantaggio economico

Ottimizzando i tempi di ripristino dei sistemi informativi aziendali, si limitano considerevolmente anche i danni in termini di revenue, riducendo in maniera significativa i costi relativi ai possibili danni causati dall’interruzione del servizio e i relativi costi di gestione nonché quelli di assistenza tecnica per il ripristino di tutte le funzionalità.

In passato, molte aziende hanno rinunciato a dotarsi di un piano di recovery perché troppo costoso e complesso. Oggi, grazie a soluzioni cloud as a Service (DR aaS), il livello di protezione è cresciuto notevolmente, mentre i costi si sono ridotti e sono comunque modulabili in base al tipo di servizio di cui ha bisogno un’azienda.

In uno scenario come quello attuale, rinunciare ad adottare una soluzione di disaster recovery sulla nuvola significa esporre inutilmente la propria azienda a rischi concreti che possono comprometterne l’operatività in modo definitivo.

Ma chi è davvero disposto a correre un rischio simile? Il punto è che, prima ancora di scegliere la soluzione di DR ideale per la propria società, bisogna avere la lungimiranza e la lucidità di prevedere tutti gli scenari (specie i peggiori) e trovare le contromisure adeguate.